IL CACCIATORE E IL CANE
Quando saliamo per le grandi alture di "Mongibello" ci
sentiamo fieri di andare a cercare una coturnice su questa montagna piena di pietra
lavica.
Tutti quei gran costoni andiamo a scalare con cuore ardente e forte
passione fradici di sudore per la fatica con la doppietta in spalla e quel gran bel cane.
Prima del chiarore dell'alba già siamo giunti sulla collina il
cuore arde, freme e si consola quando della coturnice sentiamo il canto.
Freme pure il cane nella giornata corre, scorazza, torna e poi si
calma quando della cotorna sente l'odore.
Guarda il cane in faccia al padrone con lo sguardo fisso come se
volesse dire: ti prego padroncino non l'ammazzare questa piccola coturnice di tanti colori
altrimenti... faccio finta di puntare.
Il cacciatore che con il suo gran cuore capisce il cane meglio
della moglie, dice a se stesso... guarda che mi tocca fare forse è questa l'ora di
tornare.
Una strage certo non voglio fare, questo non è più il tempo di
tanti anni addietro quando la selvaggina era in ogni posto e a tutti i cacciatori dava
sfogo.
Mentre qualcuno pensa solo alla fucilata, il vero cacciatore non ci
bada; sa che la selvaggina è scarsa nella contrada, e insieme al suo cane si accontenta
del solo frullo e di una bella ferma.
Ma quando stanco, al fresco si riposa, mentre il cane con la lingua
fuori si accosta al padrone; il cacciatore pensa a una bella cosa:
se avessi incarnierato tutti questi bei uccelli che sono le
coturnici... tu compagno bello che ne pensi, io sarei rimasto assai scontento stamattina.
Perchè vero che è bello il cacciare ma... mercoledi prossimo che
andiamo a fare??? almeno così c'è la speranza di ritornare in questi bei luoghi la minor
cosa è... riempiere la pancia se siamo veri cacciatori.
Ci accontentiamo di questa passeggiata fatta su questi monti e
sulla pietra lavica respirando bella aria pura magari senza il rumore di una fucilata.
Però stasera nel circolo diremo coturnici non ne ho abbattute
oggi, ho fatto cosa corretta e non sbagliai; con tanta sete bevvi il mio vino con tanta
fame morsi il mio pane contento sono io e il mio bel cane
Ora mi sento quest'obbligo, amici attenzione!!! voglio sottoporvi
qualche privazione; certamente lo raccomando di più al giovane cacciatore se vuole
cacciare ancora qualche uccello...
Attento anche deve stare quel certo cacciatore anziano se vuole
sparare ancora il coniglio attento pure lui deve stare il guardaccia altrimenti non
troviamo neanche la beccaccia.
Questo vi dico adesso questo vi dissi allora amici cacciatori
salviamo la natura.
Certo che non si spara a un povero cardellino perchè è un gesto
insano di un tiratore pazzo.
Invece lo si protegge si presta attenzione si guarda e si rispetta
con tanta passione
Anche della macchia ci si prende cura fuoco non si accende lo sa il
cacciatore
Gli alberi sono sacri gli uccelli sono del signore questo è il
pensiero del nuovo cacciatore.
Questo è il mio pensiero questa è la riflessione questo vi
raccomanda Egidio Ardizzone.