Al Presidente
della Repubblica
Al
Presidente del Senato
Al
Presidente della Camera
Al Presidente
del Consiglio
Al Ministro per
gli Affari Regionali
Al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali
Al Ministro
dell’Ambiente e la Tutela del Territorio
A
tutti i Deputati di Camera e Senato
Esaminando attentamente “l’accorato” appello del P.D. a firma
del Senatore Roberto Della Seta e pubblicato sul sito del Partito
Democratico e il Cacciatore. Com, non ci si poteva attendere di più,
considerato che è il Senatore Della Seta, è il presidente nazionale di
Legambiente, il quale sfacciatamente sostiene che da un’audizione
informale tenutasi in Commissione Ambiente del Senato, sono venute fuori
le ARCINOTE tesi diramate da qualche tempo attraverso comunicati stampa a
firma dei presidenti di Arci Caccia, Federazione Italiana della Caccia,
Italcaccia a difesa della legge 157/92, siamo rimasti sbigottiti a leggere
frasi semplicemente assurde, come: “Impediamo la Barbarie venatoria in
Italia” ?!!!, “Non si deve stravolgere la legge 157” ??!!!!,
“Sparare sempre e ovunque” ???!!!!!, “Sia posto un irrevocabile veto
alle proposte di modifica della legge sulla caccia” ????!!!!!!, tali da
far pensare che le modifiche proposte siano state elaborate non da
Deputati, Senatori e Ministri della Repubblica, ma da un pugno
d’invasati da rinchiudere in manicomio.
Visto che non
abbiamo dubbi sulla sanità mentale di tali e tanti personaggi politici ed
istituzionali, non possiamo che chiederci quale sia il vero fine di questa
insolita accoppiata di presidenti;
Per quanto riguarda
il primo presidente, la risposta è molto semplice, anche perché
reiterate volte dichiarato pubblicamente: abolire la caccia o, in
mancanza, impedire, in tutti i modi, agli appassionati di andare a caccia,
alla faccia della democrazia e del rispetto delle minoranze, che minoranze
non sono, dato che parliamo di oltre 800.000 (OTTOCENTOMILA) persone;
per il secondo
presidente, che si erge a difensore e unico rappresentante del mondo della
caccia, la difesa così accorata di una legge quale la 157/92, il cui
principale risultato è stato di dimezzare il numero dei cacciatori in
meno di dieci anni, avere contribuito al fallimento di alcune industrie
del settore e danneggiare in misura considerevole la presenza della fauna
selvatica in Italia (si avete letto bene), è cosa molto sospetta, tanto
sospetta da far pensare che la caccia non centra nulla e che il vero fine
sia semplicemente e meschinamente politico: criminalizzare qualsiasi
modifica della legge in quanto proposta dal Centro Destra.
Noi
che non abbiamo particolari interessi di colore politico, ci auguriamo che
il Governo non si faccia intimorire da tali minacce ed abbia il coraggio
di attuare quelle riforme, in particolare nel settore ambientale-venatorio,
che tanta gente, con molti, troppi interessi, ostacola.
Sicuri che nel
volgere di poco tempo, si dia corso alla sostituzione o sostanziosa
modifica della legge 157/92 così come annunciato da molti partiti
politici nel corso della campagna elettorale del 2007, in tale attesa i
cacciatori vigili attendono.
Il Presidente
Dr.
Francesco Lo Cascio