ASSOCIAZIONE SICILIANA CACCIA E NATURA
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Il nostro Presidente ha partecipato al convegno in occasione del 50° anniversario della A.N.L.C.

Durante il convegno organizzato per il 50° compleanno dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, che ringraziamo sentitamente per averci invitato, abbiamo assistito alla grandiosa manifestazione completata dalla presenza di eminenti

ospiti del mondo politico, quali: l’On. Sergio Berlato, l’On. Luciano Rossi e il Sen. Franco Orsi, nonché i rappresentanti delle associazioni venatorie e dopo aver ascoltato i corretti interventi dell’avv. Bana (ANUU), del dott. Cicognani (ENALCACCIA), della dott.ssa Caretta (CONFAVI) e le note stonate del dott. Veneziano (ARCICACCIA) e del dott. Dall’Olio (FIDC), non potevamo esimerci dall’affrontare l’argomento: “LA CACCIA DI DOMANI E L’IMPROROGABILE NECESSITA’ DI MODIFICARE LA LEGGE 394/91 E LA 157/92”.

Infatti, avuta la parola, il nostro Presidente, dott. Lo Cascio, ha ribadito, con estrema fermezza, la profonda contrarietà alla legge 157 che non solo ha ridimensionato il numero dei cacciatori, ma ha pesantemente penalizzato il mondo della produzione del settore e l’indotto che

ruota attorno al mondo venatorio e, quindi, l’improrogabile necessità di una sua profonda revisione.

Revisione che deve necessariamente riguardare anche la legge 394/91, rea di aver danneggiato non solo il mondo venatorio, ma, soprattutto, le popolazioni che hanno avuto la sventura di ritrovarsi nel loro territorio, per decisione piovuta dall’alto, un parco o una riserva naturale con tutta una serie impressionante di vincoli che hanno avuto l’unico merito di favorire i soliti “noti”, come numerosi fatti di cronaca hanno dimostrato.

La sensazione che la 157/92 voglia impedire la caccia senza abolirla l’abbiamo avuta fin dalla sua nascita. In proposito è sintomatico quanto recita l’articolo 21, comma 1, lettera c) che tratta i divieti: “L’esercizio venatorio è vietato nelle foreste demaniali ad eccezione di quelle che non presentano condizioni favorevoli alla riproduzione ed alla sosta della fauna”, quindi il concetto è: a caccia si può andare dove non c’è la selvaggina.

Considerato che le tre sigle dell’associazionismo venatorio ormai note continuano nella difesa ad oltranza delle due leggi impregnate di veti e penalizzazioni per il popolo dei cacciatori, continueremo nel nostro cammino unitamente alle altre associazioni venatorie che condividono la necessità di cambiare.               

                                                                                            A.S.C.N.

 
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