La
triste storia della sospensione del Calendario Venatorio (Parte Seconda)
Come richiesto da più parti, in modo preciso, puntuale e
limitandoci ai dati di fatto, riferiamo il seguito della triste storia
della sospensione del Calendario Venatorio.
I
fatti (chi ha già dimenticato è pregato di rileggere “la triste
storia… con nomi e cognomi”):
Venerdì,
19 settembre, l’Assessore raggiunge un accordo con Legambiente e le
altre sigle ambientaliste. L’accordo prevede l’apertura per il 27
settembre ed il divieto di caccia nella maggior parte delle zone umide,
classificate come SIC (Siti d’Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di
Protezione Speciale), in pratica tutte le zone umide della Sicilia, a
fronte del ritiro del ricorso presentato giorno 8 settembre e di non
presentare ulteriori ricorsi al nuovo decreto (ci asteniamo dal fare
commenti).
Giovedì,
25 settembre, l’Assessore firma il nuovo decreto rispettando i termini
dell’accordo.
Venerdì,
26 settembre, colpo di scena, Legambiente, all’udienza al Tar di
Palermo, non ritira il ricorso, ma chiede di discuterlo.
La
Corte rigetta la richiesta di sospensione del decreto per il semplice
motivo che il decreto è stato revocato dall’Assessore il 12 settembre,
pertanto non vi è nulla da sospendere. (Se qualcuno dubita, può leggersi
il testo dell’ordinanza che è chiarissima, per comprendere il testo non
è necessaria alcuna laurea in giurisprudenza)
Sabato,
27 settembre, si apre la caccia ed alcune Associazioni Venatorie (le
solite) gridano alla vittoria. La F.S.D.C., in cerca di facili consensi e
nel tentativo di far dimenticare “gli errori” commessi, titola un
superlativo “Vittoria, Vittoria, Vittoria”.
Questi
i fatti. Adesso è necessaria una breve considerazione.
·
In realtà, noi cacciatori, siamo stati letteralmente massacrati.
·
Gli ambientalisti non hanno rispettato gli accordi con
l’Assessore, ma questo, per Noi, era più che prevedibile, e quindi
tutte le restrizioni concesse sono state del tutto inutili. Abbiamo
soltanto perso giorni di attività venatoria e territorio cacciabile,
rimanendo sempre con lo stesso timore che qualche scheggia della lobby
animal-ambientalista possa ripresentare altro ricorso al nuovo Calendario
Venatorio.
·
Il Tar non ha concesso la sospensione per “cessata materia del
contendere”, non certo perché avevamo ragione. In altre parole, si è
verificato esattamente quanto previsto giorno 12 settembre durante
l’incontro con l’Assessore, ma avremmo avuto l’apertura il 21 senza
alcuna ulteriore limitazione.
·
Inneggiare alla vittoria è da sciocchi. Ma, Noi, sappiamo che
certi Presidenti di Associazioni Venatorie non sono sciocchi, purtroppo,
sono ben altro.
Palermo,
lì 29/09/2008
A.S.C.N.
La
triste storia della sospensione del Calendario Venatorio con nomi e
cognomi
Da più parti ci è stato
chiesto di spiegare tutti i particolari, con relativi nomi e cognomi,
della triste storia della sospensione del Calendario Venatorio.
Per prima cosa è bene
spiegare perché, volutamente, abbiamo evitato di fare proclami e
dichiarazioni nei giorni precedenti, limitandoci ad una sintetica
comunicazione a bocce ormai ferme.
Nei primi giorni volevamo
evitare che le solite associazioni, pensassero che noi volessimo prenderci
il merito di una presunta vittoria, anche perché non vi era nessuna
vittoria, ma solo un tentativo, fatto con l’amaro in bocca, di contenere
i danni già gravi.
Successivamente, non volevamo
essere noi a dare inizio alla solita sceneggiata del “è colpa di Tizio;
no, di Caio; ma che dici, di Sempronio”.
Oggi crediamo sia giunto il
momento di raccontare i fatti nudi e crudi, con nomi e cognomi come
richiesto, lasciando le supposizioni, i “per sentito dire”, i “ho
saputo da”, i “io non c’ero, ma posso immaginare” ai soliti in
cerca di notorietà, anche perché, come spesso accade, la realtà è
peggiore della fantasia.
I Fatti:
Lunedì, 8 settembre,
Legambiente deposita il ricorso presso la cancelleria del Tar di Palermo, immediatamente,
il Presidente Emerito della 1^ Sezione del Tar, Giorgio Giallombardo,
accoglie l’istanza e firma il decreto cautelare, depositato in
Cancelleria giorno 9.
Noi ne siamo informati lo
stesso giorno, ma è evidente a tutti che era, di fatto, impossibile
impedire, in qualche modo, la firma del decreto cautelare.
Dopo aver dato mandato ai ns.
legali di costituirsi e preparare la difesa per l’udienza fissata per il
26, è urgente conoscere le intenzioni dell’Assessore, prof. Giovanni La
Via.
Eravamo a conoscenza che il
dott. Domenico Portale, Vicepresidente Assoarmieri, aveva chiesto ed
ottenuto un incontro con l’Assessore, a Catania per giorno 12;
l’incontro era stato richiesto, in data antecedente al ricorso e per
altri motivi, ma vista la gravità del momento, chiedemmo al dott. Portale
che il ns. Presidente, dott. Francesco Lo Cascio, lo accompagnasse,
stravolgendo l’oggetto dell’incontro.
Ottenuto l’assenso sia del
dott. Portale che dell’Assessore a tale cambiamento di programma, la
mattina di venerdì 12, alle ore 10,00, si è svolto l’incontro presso
l’E.S.A. di Catania, presenti il dott. Domenico Portale, il sig.
Francesco Coco, suo collaboratore ed il dott. Francesco Lo Cascio.
Durante l’incontro, si è
lungamente discusso dei vari punti del Calendario Venatorio e del Piano
Regionale Faunistico Venatorio, oggetto di ricorso, conseguenza
sicuramente della malafede degli ambientalisti, ma anche delle eccessive
prescrizioni formali previste dalla legge 157/92, del comportamento delle
solite associazioni venatorie e soprattutto dell’inefficienza
dell’amministrazione, colpevole di omissioni e ritardi inaccettabili. In
particolare, il dott. Portale è stato estremamente schietto nel ricordare
le colpe dell’assessorato, causa tra l’altro di rilevanti danni
economici al settore commerciale. Alla fine, l’Assessore ha ammesso le
responsabilità dell’amministrazione ed ha promesso “l’impossibile”:
rendere
efficiente, nei prossimi mesi, il suo assessorato.
Preso atto della situazione,
l’Assessore ha dichiarato di essere disponibile ad attuare la seguente
soluzione di compromesso, atta a limitare i danni per tutti i soggetti
coinvolti: revocare il Calendario Venatorio oggetto di ricorso ed emanare
un nuovo decreto con apertura il 21 settembre, senza alcuna modifica a
specie cacciabili od altro, a parte il richiamare chiaramente
l’adeguamento al decreto sulle Zps del famigerato Pecoraro ed il divieto
sui valichi montani, del resto non presenti sul territorio cacciabile.
Tale soluzione era da
considerare la meno dolorosa in quanto:
1.
Eliminava la preapertura, ma questa era ormai compromessa per
l’anno corrente, rendendo improbabile un ulteriore ricorso da parte
degli ambientalisti che avevano già raggiunto il loro obiettivo primario;
2.
Cessava la materia del contendere con la revoca del precedente
Calendario Venatorio, anche se restava aperta la questione del Piano
Regionale Faunistico Venatorio, la Valutazione Ambientale Strategica e la
Valutazione d’Incidenza, aggirando altri possibili scherzi da parte di
una magistratura dal comportamento non proprio cristallino;
3.
Permetteva all’amministrazione di correggere nel nuovo decreto
alcuni errori formali e comunque attivare tutte le procedure per rendere
il decreto il più possibile conforme alle prescrizioni della 157/92 e il
DPR 357;
4.
Limitava i danni per i cacciatori ed operatori del settore
riducendo i giorni di sospensione;
5.
Dimostrava a tutti i soggetti coinvolti che l’Assessore,
consapevole delle mancanze dell’amministrazione, aveva fatto il
possibile per porvi rimedio.
Concludendo, si sarebbe dovuto
emanare un decreto di revoca immediatamente ed un nuovo decreto, fatte le
modifiche, entro un paio di giorni, comunque da pubblicare entro venerdì
19, inoltre, a scanso di equivoci, il dott. Lo Cascio si incaricava di
informare le altre associazioni appena rientrato a Palermo.
In serata il dott. Lo Cascio,
con delega del sig. Scalia, Presidente Regionale dell’Associazione
Nazionale Libera Caccia, incontrava il sig. Francesco Mistretta,
Presidente della Federazione Siciliana della Caccia, con delega della
Federazione Caccia del Regno delle due Sicilie, della Federazione Caccia
per le Regioni d’Europa, dei Liberi Cacciatori Siciliani Acireale, del
NaturClub Sicilia, della Federazione Italiana della Caccia e
dell’Arcicaccia, il Sig. Giovanni Trifirò, stretto collaboratore del
Sig. Mistretta, il sig.
Michele Pizzuto, Presidente del Consiglio Siciliano della Caccia e il
dott. Nino La Barbera, segretario del Consiglio Siciliano, ai quali
spiegava nei dettagli quanto proposto dall’Assessore, TUTTI
si dichiaravano soddisfatti delle intenzioni dell’Assessore, ma, temendo
ripensamenti, chiedevano una dichiarazione formale in tal senso da parte
dell’Assessore da farsi durante un incontro con tutte le Associazioni
Venatorie.
La
telefonata all’Assessore effettuata dal dott. Francesco Lo Cascio,
otteneva la disponibilità ad incontrare tutte le associazioni mercoledì
17, presso l’Assessorato Agricoltura e le Foreste di Palermo.
L’Assessore, sorvolando sul tenore di una richiesta che avrebbe potuto
essere considerata offensiva, risolveva quello che sembrava l’ultimo
problema.
Mercoledì 17, alle ore 11,00,
avviene l’incontro tra l’Assessore, prof. Giovanni la Via,
accompagnato dall’Arch. Giovanni Morale, Direttore Generale
dell’Assessorato, ed i seguenti rappresentanti delle Associazioni
Venatorie: avv. Evola, Presidente Regionale dell’Enalcaccia; dott.
Ernesto Del Campo, Presidente Regionale Federazione Italiana della Caccia;
sig. Francesco Mistretta, Presidente della Federazione Siciliana della
Caccia, con delega della Federazione Caccia del Regno delle due Sicilie,
della Federazione Caccia per le Regioni d’Europa, dei Liberi Cacciatori
Siciliani Acireale e del NaturClub Sicilia; sig. Giovanni Trifirò,
collaboratore del Sig. Mistretta; sig. Michele Pizzuto, Presidente del
Consiglio Siciliano della Caccia; dott. Lo Cascio Francesco, Presidente
dell’Associazione Siciliana Caccia e Natura; sig. Andrea Notarbartolo
con delega del sig. Scalia,
Presidente Regionale dell’Associazione Nazionale Libera Caccia; prof.
Francesco De Lia, Presidente regionale Arcicaccia; sig. Giovanni Rizzo
collaboratore del sig. Francesco Mistretta.
L’Assessore conferma di aver
già firmato il decreto di revoca del precedente calendario venatorio e di
aver pronto il nuovo decreto, nei termini di cui sopra, da pubblicare
venerdì 19; a questo punto l’avv. Evola, il dott. Ernesto Del Campo, il
sig. Francesco Mistretta, il sig. Trifirò ed il prof. De Lia SCONSIGLIANO
ad uno stupefatto Assessore di pubblicare un Decreto con apertura il 21
settembre, ma di attendere l’udienza del 26, vincere il ricorso di
Legambiente e quindi riaprire
la caccia subito dopo. Il dott. Lo Cascio, il sig. Michele Pizzuto e il
sig. Andrea Notarbartolo, dichiarano
che l’unica cosa intelligente da fare è il decreto con apertura il 21,
essendoci scarse probabilità di vincere il ricorso e comunque non vale la
pena, per una questione di principio, rischiare un blocco prolungato della
stagione venatoria. Interviene l’arch. Morale, Direttore Generale
dell’Assessorato, dicendo che i pareri legali in possesso
dell’amministrazione sono in maggioranza pessimisti e quindi l’unica
alternativa valida è quanto già deciso. Inizia una lunga, rumorosa ed
inutile diatriba su chi si dichiara sicuro di vincere e chi di perdere,
interrotta dall’Assessore, che andandosene, scuro in volto, dichiara di
aver preso atto delle varie posizioni e che avrebbe esaminato le varie
alternative compresa la possibilità di attuare una mediazione con le
associazioni ambientaliste.
E’ a quel punto a noi tutti
evidente che per l’Assessore l’ordine delle priorità è bruscamente
cambiato, la difesa degli interessi dei cacciatori non è più in cima ma
è scesa di diversi gradini.
Giovedì 18, l’Assessore
incontra Legambiente e chiede a Legambiente un nuovo incontro per giorno
19, con tutte le altre sigle ambientaliste. Sappiamo per certo che giorno
19 è stato raggiunto un accordo, in base al quale Legambiente ritirerà
il ricorso.
Quali concessioni, ovviamente
a nostre spese, Legambiente abbia chiesto ed ottenuto, non è dato sapere,
se non in forma ufficiosa, ma avendo deciso in questa sede di limitarci ai
dati di fatto per il momento ci fermiamo qui.
E’ superfluo dire che Noi
dell’A.S.C.N., ovviamente sempre più amareggiati e disgustati,
difenderemo nelle sedi opportune gli interessi dei cacciatori.
Palermo,
lì 21/09/2008
A.S.C.N.