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Caltanissetta, città della Sicilia (61.319 ab.), capoluogo della
prov. omonima (2104 kM2, 278.275 ab.). Situata a 568 m, sui rilievi della valle del fiume
Salso, o Imera meridionale (versante destro), è limitata verso nord dalle pendici dei
monti San Giuliano; ha un aspetto di cuneo, la cui punta verso sud comprende gli edifici
più recenti.
La provincia occupa una fascia di territorio che dal centro dell'isola giunge, verso
sud, al Mediterraneo, affacciandosi per 35 km ca. sulla costa occidentale del golfo di
Gela comprende parte dei bacini dei Salito e dei Salso, colline al di sotto dei 600 m, e
una fascia pianeggiante costiera, circondata dalle province di Agrigento, Palermo, Enna,
Catania e Ragusa; quella di Resuttano, si trova allinterno della provincia di
Palermo.
* Storia
Alcuni ritrovamenti di età greca e romana fanno ritenere che già in quell'epoca il
centro di Nissa godesse di qualche importanza: nel 123 a.C. vi fu dedotta una colonia
romana, ma in seguito furono scarse le notizie sulla città. Gli Arabi la conquistarono
nel 829 e la fortificarono, aggiungendo all'antico nome di Nissa il prefisso Qal'at, che
significa appunto castello, rocca. Occupata dai Normanni nel 1087, subì complicati
passaggi feudali divenendo possesso prima dei Lancia e poi dei Chiaromonte; nel XV sec.
passò ai Moncada, restando sotto il loro dominio fino all'estinzione della feudalità.
Nel 1718 fu invano assediata dalle truppe dì Vittorio Amedeo di Savoia, re di Sicilia.
Nel 1820 si rifiutò di partecipare ai moti risorgimentali siciliani; segui poi le sorti
della Sicilia.
* Arte
La più antica testimonianza artistica di Caltanissetta, si trova fuori del centro
abitato: si tratta dell'abbazia normanna di Santo Spirito, costruita tra la fine del XI
sec. e la prima metà del successivo, ma più volte rimaneggiate in seguito; notevoli sono
le tre piccole absidi, di tipo lombardo, con lesene e archetti il portale sul fianco
sinistro (XIII sec.) con un affresco del XV sec. nella lunetta, così come affreschi della
medesima epoca si trovano nell'interno ad un'unica navata. Al medesimo periodo risalgono
anche i resti dei castello di Pietrarossa e il portale della chiesa di Santa Maria degli
Angeli (X111 sec.). I principali edifici appartengono tutti al XVII e XVIII sec.: dal
duomo (1570-1662) alla chiesa di Sant'Agata, con facciata dì impronta ancora
rinascimentale, a quelle dì Santa Croce e di San Domenico (facciata barocca),
all'incompiuto palazzo Moncada. In quasi tutte queste chiese si trovano dipinti dei
fiammingo G. Borremans (XVIII sec.), che fu assai attivo in città, avendo egli dipinto
anche gli affreschi della volta centrale dei duomo, danneggiati durante la seconda guerra
mondiale e poi rifatti Al XIX sec., infine, risalgono gli edifici pubblici e i palazzi che
hanno dato alla città un volto più confacente al suo nuovo ruolo di capoluogo di
provincia.
Gela, città della Sicilia (72.535 ab.), in provincia dì Caltanissetta. Situata
sul litorale dei canale di Sicilia, al centro di un ampio golfo, domina da un breve
rilievo la fertile piana di Gela.
G. fu una delle più antiche colonie greche nellisola (VII sec. a.C.), giunta al
massimo della potenza tra il Vi e il V sec. con la fondazione dì Agrigento e la
sottomissione di Siracusa. Dopo la conquista cartaginese (405 a.C.) iniziò la decadenza
della città, che giunse praticamente ad essere un cumulo di rovine già in età romana.
Nel Medioevo, poco lontano dall'antica acropoli, per volere dell'imperatore Federico Il
sorse un nuovo centro (detto appunto Terranova, nome che rimase alla Città fino al 1927)
successivamente feudo delle più importanti famiglie siciliane. Durante la seconda guerra
mondiale, nel luglio 1943, la città e il territorio circostante furono teatro di aspri
scontri nel corso dello sbarco alleato.
Della città più antica restano rovine di templi arcaici, costruiti fuori le mura, che
documentano il culto di Demetra, Era e Atena. Con la ricostruzione attuata da Timoleonte
(339 a.C.) fu realizzato un piano urbanistico ottagonale, per solchi ancora riconoscibili,
simile a quello di Agrigento. Tra le opere rinvenute: gli acroteri con teste di cavalli
dell'Acropoli e le terrecotte figurate. Fra i monumenti più recenti: il castello (detto
Castelluccio, XIV sec.) e la neoclassica chiesa della Matrice (metà XVIII sec.). I
reperti archeologici sono conservati in gran parte nel locale museo archeologico. |
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