MANIFESTAZIONE
D’ORGOGLIO A ROMA
Nonostante
l'inclemenza del tempo (pioggia battente, vento forte e temperatura
intorno allo zero), una marea di cacciatori, anche del gentil sesso,
sono stati ugualmente presenti ad onorare un preciso impegno morale.
Riteniamo
di potere dire che oltre 70.000 valorosi cacciatori e rappresentanti del
mondo rurale, dell’allevamento e dell’editoria del settore
intervenuti da ogni parte d’Italia (per
la Sicilia A.S.C.N.), hanno partecipato ad un’imponente
manifestazione composta e ordinata con un lunghissimo corteo, partito
intorno alle 10,30 da Piazza della Repubblica, si è snodato lungo Via
Terme di Diocleziano, Via Giovanni Amendola, Via Cavour, Via dei Fori Imperiali, infine
conclusosi in Piazza Madonna di Loreto (Altare della Patria).
E’
giusto riportare per dovere di cronaca, che decine di pullman sono
rimasti bloccati dalle abbondanti e inaspettate nevicate che hanno
colpito tutta la penisola, impedendo un’ulteriore aumento del numero
dei partecipanti e togliendo agli amici cacciatori che occupavano detti
pullman, di non avere avuto la possibilità di fare sentire anche la
loro voce.
Alle
ore 13,30 circa, mentre ancora confluiva nella piazza parte del lungo
corteo, al microfono sistemato su un palco, si sono alternati per un
breve messaggio di saluto e ringraziamento, alcuni dei principali
promotori della manifestazione: il Presidente della Libera Caccia Paolo
Sparvoli, l'On. Sergio Berlato, la Presidente della Confavi Maria
Cristina Caretta, il Presidente di Fare Ambiente, il responsabile
regionale di Ambiente e Vita, il responsabile del coordinamento di
Wilderness, Federfauna, e l’instancabile Senatore Franco Orsi.
Considerato l’inclemenza del tempo che non accennava a placarsi, il
nostro Presidente Francesco Lo Cascio, ha rinunciato al suo intervento,
così come altri rappresentanti di: Confagricoltura, Editoriale Olimpia,
Assoarmieri, Federazione Ornicoltori Italiani, ecc. ecc.. .
Scioltasi
la manifestazione, una nutrita delegazione dei promotori è stata
ricevuta in Senato. In quella sede autorevole, ancora una volta, è
stato possibile esporre le legittime richieste di così tanti cittadini,
non solo cacciatori ma agricoltori, imprenditori e la parte sana e
intelligente dell’ambientalismo italiano, lamentando una continua
aggressione da parte di un ambientalismo ormai assoggettato
all'ideologia animalista più massimalista.
A
presto altre notizie.
A.S.C.N.
Palermo,
lì 10/03/2010




LA
RISPOSTA DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA ALLA NOSTRA LETTERA
MANIFESTAZIONE
DI PROTESTA A ROMA
CRONACA
DELLA TRASMISSIONE TELEVISIVA PORTA A PORTA
SETTIMANA
RICCA DI TRASMISSIONI IN TV PER IL POPOLO DEI CACCIATORI
LETTERA
A TUTTI I DEPUTATI DI CAMERA E SENATO
Contandoli
tutti, mancava solamente il commento negativo del grande Presidente
Veneziano.
C'e'
ben poco da analizzare...... la direttiva 409/79 vieta la caccia solo
nei mesi inerenti la nidificazione delle specie cacciabili. Nessuna
specie avicola inizia la nidificazione in febbraio e nessuna specie
cacciabile nidifica in agosto, almeno in Italia. Ma questo per certi
ambientalisti da salotto o pseudo associazioni venatorie e' un dato
irrilevante, nel contesto di un delirante fanatismo antivenatorio e
antiumano.
A.S.C.N.

(ANSA)
- ROMA, 1 FEB - L'Arcicaccia, una delle maggiori associazioni di
cacciatori presente su tutto il territorio italiano, si defila dalla
querelle intorno all'emendamento alla legge Comunitaria approvato al
Senato che secondo il presidente, Osvaldo Veneziano, ''apre dei
conflitti invece di sanarli'' e in piu' ''criminalizza i bracconieri e
l'attivita' venatoria''. Un emendamento, aggiunge Veneziano, che ''non
prevede il supporto del mondo scientifico e scritto in modo equivoco: se
volevano allungare il periodo di caccia dovevano almeno definire specie
e limiti''. Pertanto, prosegue, ''nessun plauso a un emendamento che
aumenta le polemiche e i dissensi intorno al mondo venatorio e apre
conflitti''. E poi, suggerisce Veneziano, quando si mette mano alla
materia ''va fatto tutto mettendo al centro il mondo scientifico''. Sui
tempi del passaggio di quell'emendamento a Montecitorio, Veneziano
ricorda che ''di solito la Comunitaria viene approvata entro marzo'', e
dal momento che si prevede un ritorno al Senato - in base agli annunci
di modifica del testo sia da parte del ministro dell'Ambiente Stefania
Prestigiacomo che del ministro delle Politiche Ue Andrea Ronchi - ''si
dovranno sbrigare per incardinare l'esame del provvedimento''.(ANSA).

LA
LEGGE 157, DOPO LA MODIFICA VOTATA IN SENATO, CHE ANDRA' ALLA CAMERA DEI
DEPUTATI PER IL VOTO FINALE
IL
NOSTRO RICORSO CONTRO L'ISTITUZIONE DELL'OASI "PONTE BARCA"
TESTO
DI MODIFICA DELLA 157 IN ATTUAZIONE DI DIRETTIVA EUROPEA, APPROVATO IN
COMMISSIONE ED IN DISCUSSIONE AL SENATO, GIOVEDI' 28 GENNAIO
LETTERA
AI SINDACI DEI MONTI SICANI

PIANI
DI GESTIONE O DI DIVIETO?
SILVIO,
LA PIOVRA E IL WWF

CAMERA
APPROVATA
LA CONVENZIONE DI STRASBURGO. TAGLIO DELLA CODA SOLO IN ALCUNI CASI
Dopo un'estenuante discussione, lo
scorso 12 novembre la Camera ha deciso di rimandare alle Commissioni il
testo di
ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da
compagnia . Oggi l'assemblea ha dato l'ok al
testo con la seguente votazione (466 si, un no e 6 astenuti). Ora la
legge passerà al vaglio del Senato.
Il taglio di coda e
orecchie, secondo la decisione della Camera sarà quindi tassativamente vietato salvo alcuni casi limiti che saranno prossimamente
individuati da un regolamento del ministero della Salute. In ogni caso
gli interventi dovranno essere finalizzati
al benessere dell'animale e
il regolamento dovrà essere redatto sentendo i veterinari.
La ratifica della
Convenzione introduce inoltre il reato
penale per atti di violenza sugli animali da
compagnia, punibile con il
carcere da 3 a 18 mesi in caso di uccisione ma prevedendo
anche multe da 3 a 18 mila euro per i maltrattamenti. Tra questi
rientrano anche gli interventi di taglio o amputazione della coda o
delle orecchie, la recisione delle corde vocali, l'asportazione delle
unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici comunque destinati a modificarne l'aspetto o finalizzati a scopi non
terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale. Gli interventi non terapeutici
potranno essere eseguiti da un veterinario e solo per impedire la
riproduzione dell'animale, per ragione di medicina veterinaria o
comunque nell'interesse dello stesso.
La ratifica inoltre introduce
il reato di traffico illecito di animali da compagnia. Chiunque introduce in Italia
animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di
identificazione a scopo di profitto potrà subire una reclusione da 3 a 12 mesi e condannato a una multa da 3 a 15mila euro, così come chi li trasporta, cede
li riceve. La pena è aumentata se gli animali hanno un'età inferiore a
12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di
polizia veterinaria. Altre sanzioni sono previste anche per i
trasportatori degli animali.
A.S.C.N.
mercoledì
25 novembre 2009

APPRENDIAMO ED INFORMIAMO
L’ESAME DEGLI EMENDAMENTI
DI MODIFICA ALLA LEGGE 157 IN COMMISSIONE AMBIENTE, ricomincia con
ESTREMA lentezza
Così
come vi avevamo informato giorni fa, la Commissione Ambiente del Senato
ha ripreso nella mattinata la discussione del testo di modifica della
157/92. L'esame degli emendamenti presentati, come si poteva immaginare,
si profila lungo e dispersivo per l'intenzione ostruzionistica dei circa
millecinquecento emendamenti presentati dal Pd. Il senatore Della Seta,
autore dei circa millecinquecento emendamenti, in questa prima seduta ha
impiegato oltre un'ora soltanto per illustrare gli emendamenti relativi
all'articolo 1, una settantina in tutto.
Se
si continua di questo passo, la sola Commissione ambiente dovrà
dedicare centinaia di ore e quindi mesi per ultimare tutti gli
emendamenti presentati al testo. Tutto ciò non fa che accrescere
ulteriormente i tempi di incardinare il testo per l’Aula del Senato e
quindi alla Camera.
Da
voci di corridoio apprendiamo che, si profilano soluzioni alternative
che contempli tre o quattro punti, quali: mobilità venatoria tramite
teleprenotazione, l'eliminazione della proposta degli osservatori
regionali, la revisione dell'articolo 19 in senso restrittivo sulla
possibilità di controllare la fauna selvatica (come cinghiali e cervidi)
e infine e un abbandono delle tanto attese modifiche relative.
A
dire di qualcuno, una simile soluzione molto accomodante, porterebbe la
discussione su toni più moderati e velocizzerebbe l'iter legislativo
per ottenere le auspicate modifiche della
legge!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.
Ci
auguriamo che, i Deputati di Camera e Senato che da anni ci assicurano
di dare il mal tolto ai cacciatori. Non si lascino intimidire da azioni
ricattatorie condotte da qualche Deputato nemico della caccia.
A
buon intenditor ..............
A.S.C.N.
ACCESSO
AGLI ATTI DELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA BIVIERE DI GELA

L’ULTIMO
DECRETO SULLA CACCIA
OVVERO:
LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI
Come
temevamo, l’atteso decreto assessoriale di modifica del Calendario
Venatorio nella parte relativa alla caccia nelle ZPS è un
“salomonico” tentativo di accontentare tutti, che però non
accontenta nessuno.
Abbiamo
evidenziato più volte che le ultime ordinanze di sospensione del TAR
non potevano avere efficacia, perché intervenivano su di un
provvedimento che, sostanzialmente, non aveva apportato alcuna
innovazione rispetto al già valido ed efficace CV.
Abbiamo
evidenziato più volte che non esiste in Italia, né in Sicilia, una
norma che ponga, per le ZPS, limiti ulteriori rispetto a quelli previsti
dal Decreto Pecoraro - Scanio del 17/10/2007.
Abbiamo
sottolineato che anche la Delibera del soppresso Comitato delle Aree
Protette (che vietava la caccia nelle ZPS perché equiparate ai parchi
ed alle riserve) è stata modificata il 26/03/2008 dalla conferenza
permanente Stato-Regioni, con l’aggiunta di un articolo 2 bis che
consente la caccia nei limiti del D.M. Pecoraro (in generale la terza
domenica di settembre per tutte le ZPS, 1 ottobre per quelle ricadenti
su rotte di migrazione e per le isole minori).
Ma
se questa è “la legge” in Italia, perché nelle ZPS siciliane si va
a caccia dal 15/11, sul presupposto che “a novembre il flusso
migratorio è quasi terminato”?
Dove
sta la logica nel principio per cui si può andare a caccia di migratori
quando la migrazione è finita?
Si
rende conto l’Assessore, che quasi duecentomila elettori siciliani si
stanno ponendo questa domanda?
Ebbene
si, a conti fatti tanti sono i conterranei interessati alla caccia:
oltre ai cinquantamila cacciatori ci mettiamo almeno un membro della
loro famiglia che condivide il loro disappunto, poi aggiungiamo gli
armieri e le loro famiglie (che vivono di caccia), gli esercizi
commerciali di quei paesi il cui unico movimento “turistico” nella
stagione invernale è rappresentato dagli appassionati di arte
venatoria, che all’occorrenza pernottano in pensioni, alberghi,
frequentano trattorie, ristoranti, botteghe.
Ecco,
si rende conto l’Assessore, che questa gente è contrariata? Si rende
conto che questa gente va informata sul perché e sul come si è giunti
ad una drastica limitazione dell’esercizio venatorio?
Non
ce la possiamo prendere con la Magistratura, i cui provvedimenti, se non
condivisi, possono essere contestati e, ricorrendone i presupposti,
persino ignorati; gli Ambientlisti – certo – fanno la loro parte e
lo fanno per uno scopo ben preciso: maggiore è il territorio precluso
alla caccia, maggiori sono le possibilità di “sistemazione” di
qualche “amico degli animali” come direttore di riserva o simili, il
cui “stipendio” annuo si aggira intorno ai quarantamila euro…senza
neppure la necessità di dovere vincere un concorso.
Ma
questi fanno il loro mestiere.
Allora
è forse la politica a non fare il suo dovere, sono gli amministratori a
non imporre il rispetto di principi universalmente accettati nella
Comunità Europea, è la Regione Sicilia a volere privare i cacciatori
delle loro sia pur minime prerogative, riconosciute persino da un
Ministro Verde come Pecoraro Scanio!
Ci
siamo chiesti se questo ultimo decreto costituisca una soluzione per
evitare ulteriori ricorsi, ma è evidente che esso non ottempera
minimamente alle ordinanze del TAR, che (sbagliando clamorosamente)
ritiene di dovere vietare in assoluto e senza limiti temporali la caccia
nelle ZPS.
L’Assessorato
avrebbe dovuto impugnare tali ordinanze (perché illogiche e contro
legge) e ribadire i criteri minimi uniformi previsti dal decreto
Pecoraro e dalla modificata delibera del Comitato per le Aree Protette.
Invece
no, ha preferito cedere alle “sirene” di qualche “sedicente”
esperto, forse filo ambientalista, adottando una soluzione di illogico
ed odioso compromesso, ci auguriamo non sponsorizzata da alcuna delle
associazioni venatorie operanti in Sicilia.
Riteniamo
del tutto inadeguata e contraddittoria la motivazione di tale decreto,
privo di coerenza tecnico-giuridica, ma ci asterremo probabilmente
dell’impugnarlo perché certi di non potere ottenere alcun
provvedimento di sospensione cautelare.
Ci
auguriamo che tale triste episodio rimanga isolato e non costituisca un
segnale di “chiusura totale” dell’Amministrazione nei riguardi del
mondo venatorio, ma al contempo non mancheremo di sollecitare nella
memoria degli amici della caccia il ricordo di questo “pastrocchio”.
Ci
auguriamo che il Presidente Lombardo e la classe politica dirigente
voglia affrontare decisamente ed una volta per tutte la questione
“caccia”, dando risposta ai quesiti insoluti e così riconquistando
la fiducia dei cacciatori.
Al
contempo abbiamo intenzione di intensificare la nostra attività di
vigilanza, avanzando richieste di accesso agli atti relativi alla
gestione del patrimonio protetto nella Regione Sicilia, giusto per
verificare come, da chi ed in favore di chi, vengono spesi i soldi dei
contribuenti e le tasse pagate dai cacciatori.
Ci
faremo infine promotori, ove ne ricorrano i presupposti di legge, di
iniziative volte a fare ottenere a cacciatori, armieri ed operatori del
settore il giusto ristoro dei danni subìti nella corrente stagione
venatoria a causa del comportamento dell’Amministrazione regionale.
VIVA
LA CACCIA, VIVA I CACCIATORI!
Il Presidente
Dott.
Francesco Lo Cascio

ECCO
IL DECRETO TANTO ATTESO,
OGNI
COMMENTO E' SUPERFLUO
IL
DECRETO DI MODIFICA DEL CALENDARIO VENATORIO DELL'ASSESSORE CIMINO
PIANTINA
DELLA ZPS DI GELA

QUALCUNO
COMINCIA A CAPIRE COSA COMPORTERA' IL PARCO DEI SICANI

NEL
SILENZIO DELL'AMMINISTRAZIONE, LA NOSTRA LETTERA ALL'ASSESSORE CIMINO

CONSIGLIO
STATO AMMETTE CACCIA AGLI STORNI
(ANSA)
- BOLOGNA, 4 NOV - Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta
avanzata da Lac (Lega Anticaccia), Lav
(Lega antivivisezione) ed Enpa (Ente
nazionale protezione animali) di sospendere la caccia allo storno. Lo ha
reso noto la Coldiretti emiliano-romagnola,
commentando positivamente la decisione del Consiglio di confermare
l'ordinanza del Tar dell'Emilia-Romagna che consente la caccia in deroga
a questi volatili. Si tratta di uccelli - ricorda Coldiretti in una nota
- che non sono a rischio di estinzione in Italia e che nel solo 2008
hanno provocato 285 mila euro di danni all'agricoltura regionale.
''Appena l'ordinanza del Consiglio di Stato sara'
notificata alla Regione (potrebbe avvenire tra oggi e domani) - ricorda
Coldiretti - sara' possibile tornare a
difendere le colture della nostra regione dagli attacchi degli storni.
Purtroppo la vicenda di corsi e ricorsi amministrativi, che obbligano a
sospendere la caccia ad un volatile estremamente dannoso, va avanti gia'
da alcuni anni, provocando forti preoccupazioni nei produttori agricoli
che si trovano indifesi dagli attacchi degli storni. C'e' solo da
augurarsi che la vicenda non abbia a ripetersi in futuro - conclude
l'organizzazione agricola - visto che ogni anno e' sempre stata
riconosciuta l'ammissibilita' della caccia
in deroga''. (ANSA). COM-GAG
04/11/2009 12:55

Oggi,
3 novembre, presso l’Assessorato per l’Agricoltura e le Foreste, si
è tenuto l’incontro tra il dott. Sammartano, Capo di Gabinetto
dell’Assessore, i funzionari del Servizio XI, i Presidenti di quasi
tutte le Associazione Venatorie ed il Vice Presidente
dell’Assoarmieri, per discutere sui provvedimenti da prendere da parte
dell’Amministrazione, a seguito dell’ordinanza di sospensione del
Tar di Palermo.
Noi, insieme a tutti i convocati, abbiamo ribadito la necessità
di emettere nel più breve tempo possibile un Decreto che preso atto
delle omissioni dell’Amministrazione, rilevate dal Tar, applichi
quanto previsto dalla legislazione vigente ed in particolare:
a)
ottemperare all’ordinanza del TAR di Palermo secondo il
combinato disposto dell’artt. 1, comma 5, e dell’artt. 21, comma 2
della legge 157/92; in buona sostanza, solamente per l’anno in corso,
il divieto di caccia a meno di 500 metri dalla battigia del mare lungo
le tre direttrici che interessano la migrazione dell’avifauna;
b)
apertura della caccia nei pantani sud-orientale di Pachino;
c)
il mantenimento della caccia nel Lago Trinità;
d)
esercitare l’attività venatoria nelle isole minori;
e)
apertura della caccia nelle ZPS la terza settimana di settembre,
al primo di ottobre nelle aree ZPS interessate dalle rotte di
migrazioni.
I
funzionari dell’Amministrazione si sono riservati di decidere al più
presto la soluzione, a loro dire, tecnicamente più corretta.
Nel
frattempo, le Associazioni Venatorie, concordemente, hanno chiesto un
incontro con l’Assessore, Avv. On. Michele Cimino e, dopo, con il
Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per comprendere quale linea
politica questa Amministrazione intende adottare per risolvere le
problematiche, ormai non più derogabili, relative all’attività
venatoria in Sicilia.
A.S.C.N.
LA LEGGE E'
UGUALE PER TUTTI
ESCLUSI I
CACCIATORI SICILIANI
Veneto.
Una seduta straordinaria della Giunta ripristina la caccia in deroga
Istituita
l'Oasi di Ponte Barca

FINALMENTE,
L’ELEFANTE HA PARTORITO IL TOPOLINO
Oggi,
29 ottobre 2009, l’Ufficio di Gabinetto dell’Onorevole Assessore
Michele Cimino, ha convocato per martedì 3 novembre 2009 alle ore
10,00, tutte le associazioni venatorie.
In
quell’occasione, così come abbiamo fatto negli ultimi quindici
giorni, torneremo ad affermare il principio del diritto:
a)
ottemperare all’ordinanza del TAR di Palermo secondo il
combinato disposto dell’artt. 1, comma 5, e dell’artt. 21, comma 2
della legge 157/92; in buona sostanza, solamente per l’anno in corso,
il divieto di caccia a meno di 500 metri dalla battigia del mare lungo
le tre direttrici che interessano la migrazione dell’avifauna;
b)
apertura della caccia nei pantani sud-orientale di Pachino;
c)
il mantenimento della caccia nel Lago Trinità;
d)
esercitare l’attività venatoria nelle isole minori;
e)
apertura della caccia nelle ZPS la terza settimana di settembre,
al primo di ottobre nelle aree ZPS interessate dalle rotte di
migrazioni.
Soluzioni
pasticciate o calendari venatori che autorizzano la caccia in territori
o periodi dove e quando la selvaggina non c’è, l’A.S.C.N., li
respingerà con viva forza.
Confidando
nel buon senso di ciascuno di noi, auguriamo un sincero in bocca al lupo
a tutti i cacciatori siciliani.
A.S.C.N.
SE
NON CI FOSSIMO NON CAMBIEREBBE PROPRIO NULLA, ECCO PERCHE’ CI SIAMO,
PER TENTARE DI CAMBIARE QUALCOSA

SE
IL VENTO SOFFIA NELLA STESSA DIREZIONE….
Egregio
Presidente della Federazione Siciliana della Caccia,
prima
d’ogni considerazione sul tenore del Suo comunicato mi corre
l’obbligo di rivolgerLe un invito: se davvero la soluzione immaginata
dai Suoi tecnici è quella rappresentata da Lei nell’ultimo Suo
comunicato, andiamo subito a chiedere agli Uffici dell’Assessorato di
prendere una posizione, tutti insieme, per il bene della caccia e dei
cacciatori!!
Non
sussistendo differenze sostanziali di veduta tra le associazioni è a
questo punto inconcepibile che si attenda ulteriormente per fare
chiarezza in un contesto normativo devastato da ordinanze giudiziarie
assolutamente incerte e di difficile interpretazione.
Per la verità,
poiché il buon senso è qualcosa di universale e poiché abbiamo avuto
modo di conoscere ed apprezzare i Suoi tecnici, immaginavamo che la
soluzione da essi proposta non potesse essere di gran lunga diversa da
quella proposta da noi.
Sarà lecito
chiedersi a questo punto: ma in queste due lunghe settimane che cosa è
successo? Perché si sono frapposti equivoci e divergenze?
La risposta
è semplice: si è dialogato poco, se non attraverso comunicati ed
intermediari forse per nulla informati del reale intendimento delle
associazioni.
Neppure a Lei
è venuto in mente di sottoporci la soluzione elaborata dai Suoi tecnici
nella sua completezza, neppure nella riunione del 22/10, nel corso della
quale nessuno degli interlocutori, per la verità, aveva idee chiare
forse per il poco tempo dedicato a quella riunione.
Lasciamo
perdere tutto ciò che “per sentito dire” apprendiamo da terze
persone, funzionari, ecc….chi riferisce spesso arricchisce il proprio
racconto di “note esplicative”, di cui per la verità non c’è
bisogno e che giovano unicamente a distorcere il messaggio.
Dialogherò
con Lei direttamente, Presidente Mistretta, e mi impegnerò affinché
tutti dialoghino direttamente e senza intermediari.
Neppure
a noi dell’ASCN piace fare prediche, né vogliamo esprimere giudizi
(positivi o negativi che siano) sulle altre associazioni.
Siamo sicuri
che tutti, al pari dei Presidenti Lo Cascio e Mistretta, in questi
giorni sono alle prese con telefonate di cacciatori (iscritti e non) che
chiedono informazioni, chiarimenti ed esprimono proteste, giungendo
financo a “minacciare” ritorsioni “tesserali”.
Tutto ciò è
comprensibile e – mi dispiace dirlo – fa parte della natura di una
parte di appassionati della caccia, pronti a criticare tutto e tutti
senza alcun filtro critico, senza immaginare soluzioni, nell’attesa di
giudicare un provvedimento amministrativo.
Lei ed io ci
adoperiamo, nei limiti delle nostre possibilità, per rendere più
facile la vita ai cacciatori, per coinvolgerli tutti in questa infinita
battaglia che ci vede come dinosauri in via di estinzione, anche se
talvolta lo facciamo da posizioni diverse.
Quanto alle
altre associazioni venatorie, posso affermare che la gran parte dei loro
Presidenti (e non solo Pizzuto, Evola, D’Elia, Nizza, che hanno potuto
partecipare agli incontri presso l’Assessorato) si sono attivati,
ciascuno a modo proprio, per sollecitare una soluzione del problema.
Forse è
mancato il coordinamento e non ha senso a questo punto indagare le
responsabilità di questa o quella associazione, magari se la
prenderanno con Lei o con me, che siamo quelli più “rumorosi”;
quelli che facciamo più “vento”….ma se il vento soffia nella
stessa direzione è un bene per tutta la caccia!
Ora
pretendiamo tutti insieme quello che ci spetta! Viva la caccia!
A.S.C.N.

DA
QUALE PULPITO VIENE LA PREDICA!!
In un recente
comunicato la presidenza di Federazione Siciliana della Caccia
rimprovera alle altre associazioni di mantenere un “assordante
silenzio” in merito alle problematiche emerse a seguito
dell’ultima pronunzia del TAR sul calendario venatorio siciliano.
Riteniamo a
questo punto che il presidente di FSDC non abbia ben presente il “rumore”
(quello sì assordante) dei fatti susseguitisi negli ultimi tempi, che
mostrano una realtà diametralmente opposta rispetto a quella da lui
profilata.
Alcuni
rappresentanti di associazioni venatorie (per la precisione la stessa
FSDC, ASCN e Consiglio Siciliano) si sono incontrati con alcuni
funzionari dell’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione
Sicilia in data 15/10/2009; a tale preliminare riunione ha partecipato
anche un consulente scientifico dell’Assessorato, il Prof. Mario Lo
Valvo, cui è stato chiesto di redigere una cartografia al fine di
individuare le ZPS ricadenti sulle rotte di migrazione dell’avifauna,
onde ottemperare all’ordinanza del TAR che ha sospeso il D.A. del
15/4/2009 nella parte in cui tra l’altro non vieta la caccia in tali
zone.
Il giorno
dopo (16/10/2009) Federazione Siciliana della Caccia ha reso noto sul
proprio sito internet di avere richiesto (da
sola!) un incontro con l’Assessore all’Agricoltura al fine di
individuare possibili soluzioni alle problematiche emerse a seguito
dell’ultima ordinanza del TAR.
Nella stessa
settimana, le altre associazioni venatorie operanti in Sicilia – che
FSDC ha ritenuto di non dovere coinvolgere nella propria iniziativa, né
di invitare all’incontro con l’Assessore – hanno appreso che lo
studio del Prof. Lo Valvo evidenziava che la quasi totalità delle ZPS
ricadeva sulle rotte di migrazione. Voci di corridoio – ad oggi mai
smentite – sussurravano che era “in cantiere” una bozza di decreto
di modifica del CV, in forza del quale alcune ZPS sarebbero state
completamente precluse alla caccia, mentre in altre si sarebbe potuto
esercitare l’attività venatoria a partire dal 15/11.
Abbiamo
quindi chiesto ai nostri esperti di verificare se tale possibile
soluzione (assai penalizzante per i cacciatori, specie quelli delle
isole minori, in alcune delle quali non si è mai esercitata l’attività
venatoria pur dopo avere corrisposto le tasse di concessione) ci ponesse
almeno al riparo da futuri eventuali ricorsi.
Ci è stato
risposto di no, che un’ordinanza non può ottemperarsi “a metà”,
che essa va impugnata se non la si condivide, oppure pedissequamente
ottemperata se la si condivide e non la si impugna.
Abbiamo
quindi chiesto agli stessi consulenti di individuare una soluzione
alternativa, che giovasse, nelle more dell’eventuale impugnazione
dell’ultima ordinanza di sospensione, a fare chiarezza in merito al
quadro normativo del calendario venatorio.
Ci è stato
testualmente risposto: “Il Calendario Venatorio, nella sua originaria formulazione, emanato con
D.A. 15/4/09, è stato sospeso con la prima ordinanza del TAR unicamente
nella parte in cui "non prevede il divieto di caccia lungo le rotte
di migrazione dell'avifauna, in buona parte corrispondenti a ZPS, ai
sensi del combinato disposto degli artt. 1 comma 5 e 21 comma 2 L.
157/1992".
La prima sospensiva non
vietava quindi la caccia nelle ZPS, ma, assumendo che la Regione
Sicilia abbia violato l'art. 1 comma 5, prefigurava l'applicazione del
divieto di cui all'art. 21 comma 2, ovverosia il divieto di caccia nei
cinquecento metri dalla costa dell’isola lungo le rotte di migrazione
dell’avifauna.
La Regione Siciliana, ritenendo
di avere ottemperato agli obblighi di cui all’art. 1 comma 5 e
tuttavia omettendo di impugnare l’ordinanza, ha emesso un decreto
(31/8/09) con cui ha puntualizzato le zone di protezione istituite ai
sensi dell’art. 1 comma 5.
La nuova pronunzia del TAR è
intervenuta (si badi bene) non più sull'originario CV (rispetto al
quale i Giudici si erano ormai espressi) ma sul decreto di modifica del
31/08/09; tuttavia, il TAR ha illogicamente deciso di sospendere tale
ultimo decreto nella parte in cui non prevede il divieto nelle ZPS che
ricadono sulle rotte di migrazione, ovverosia praticamente su tutte le
ZPS, compresi i pantani e le isole minori.
Sta di fatto che la caccia
nelle ZPS non è stata consentita dal decreto di modifica (che anzi l'ha
limitata) ma dall'originario DA del 15/4, che, sul punto, è ancora
valido ed efficace.
La sospensione di un DA che non
consente un’attività (già consentita da un precedente DA non
sospeso), non può valere a vietare l’esercizio di tale attività!!
Il concetto è di un’evidenza
addirittura imbarazzante e suggerisce l’unica soluzione
logico-giuridica possibile, ovverosia la revoca del DA 31/8 ed il
chiarimento della portata sospensiva della prima pronunzia (il divieto
nei cinquecento metri in corrispondenza delle rotte).
D’altra parte, non esiste
nell’ordinamento italiano e comunitario una norma che vieti
l’esercizio dell’attività venatoria nelle ZPS, quand’anche esse
insistano su rotte migratorie.
Lo stesso D.M. 17/10/2007 (criteri minimi uniformi) impone per le ZPS
ricadenti su isole o rotte migratorie solo l’apertura posticipata
all’1/10 e la limitazione a due giornate dell’attività venatoria
nel mese di gennaio.”.
Abbiamo
quindi sommessamente partecipato tali considerazioni ai Funzionari
dell’Assessorato, cui abbiamo altresì suggerito di predisporre un
nuovo decreto di apertura dei Pantani della Sicilia sudorientale supportato da adeguata
motivazione, di ottemperare al dispositivo del TAR attuare il
divieto a 500 metri dalla battigia lungo le rotte di migrazioni e non
infliggere ulteriori divieti che nessuna legge o dispositivo impone.
Tale azione
è stata congiuntamente portata avanti dalla gran parte delle
associazioni venatorie siciliane, senza manie di protagonismo e senza
“tirare la giacca” a chicchessia, nell’esclusivo interesse della
caccia.
Non ci siamo
arroccati su posizioni da difendere a tutti i costi, né pensiamo di
possedere la ricetta segreta di una panacea che curi tutti i mali, ma
riteniamo di avere apportato un modesto contributo ad una causa comune,
in cui crediamo fermamente.
Abbiamo teso
più volte la mano per proseguire tutti su di una strada comune, ma è a
tutti evidente come, già da giorno 16 ottobre, Federazione Siciliana
della Caccia abbia scelto di proseguire da sola, così come da sola ha
richiesto un incontro con l’Assessore.
Va bene così,
non ci sono problemi, purché poi il suo presidente non abbia l’ardire
di venirci a contestare che abbiamo intrapreso un percorso fatto di
chissà quali inciuci coi funzionari (che sono persone rispettabilissime
ed al disopra delle parti). Oltretutto, Federazione Siciliana della
Caccia era al corrente delle proposte di tutte le altre associazioni
venatorie, così come sicuramente è stata messa al corrente, per il
tramite di un suo dirigente, il Sig. Trifirò, a seguito di un incontro
avuto con il Presidente dell’A.S.C.N. F. Lo Cascio in data 24/10/ u.s.
delle riflessioni da noi sottoposte ai funzionari dell’Assessorato,
sicché non comprendiamo sinceramente quale sia il problema!
Stiamo
discutendo da due settimane ed ancora Federazione Siciliana della Caccia
chiede di essere ricevuta dall’Assessore Cimino, rivendicando analoga
pretesa anche per gli ambientalisti!!
Non è nostra
abitudine proporre “pannicelli caldi”, né abbiamo la presunzione di credere che
possa esistere una soluzione definitiva, perché tale soluzione
passerebbe necessariamente attraverso l’impugnazione dell’ultima ed
illegittima ordinanza del TAR, prima che decorrano i termini come è
accaduto per la prima.
Nelle
more dell’impugnativa, però, ci pare giusto che la Regione provveda
ad emettere un provvedimento nel rigoroso rispetto della legge.
In tal senso,
riteniamo francamente che la “ritardata apertura della caccia al 15
novembre” nelle ZPS sarebbe doppiamente illegittima, perché da un
lato non darebbe compiuta attuazione all’ordinanza del TAR,
dall’altro priverebbe illogicamente i cacciatori di un ulteriore
periodo di attività senza alcuna giustificazione normativa e
scientifica.
Ribadiamo
comunque la disponibilità a discutere con FSDC ogni soluzione che possa
portare, in tempi brevissimi, una adeguata soluzione al problema, fermo
restando il sacrosanto diritto di ogni cacciatore ad effettuare
l’attività venatoria nel pieno rispetto delle leggi, senza ulteriori
concessioni o timori di possibili ricorsi.
NOI, NON MOLLEREMO MAI.
A.S.C.N.
Palermo,
lì 26/10/2009

LETTERA
AL DOTT. SAMMARTANO, CAPO DI GABINETTO DELL'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA
E LE FORESTE
Palermo, lì 23/10/2009
Prot. n°
124/10/LF
Preg.mo Dott.
Salvatore
Sammartano
C/o Assessorato
Agricoltura e le Foreste
Viale
Regione Siciliana
90145 Palermo
Oggetto:
osservazioni sulle bozze di modifica al calendario venatorio ottobre
2009
Preg.mo Dott. Sammartano,
con
riferimento alla prolungata conversazione telefonica concernente
l’argomento di cui nota all’oggetto, ancor prima del nostro incontro
che gentilmente mi ha concesso, desidero anticiparLe che: il Calendario
Venatorio, nella sua originaria formulazione, emanato con D.A. del
15/04/2009, è stato sospeso con la prima ordinanza del TAR unicamente
nella parte in cui "non
prevede il divieto di caccia lungo le rotte di migrazione dell'avifauna,
in buona parte corrispondenti a ZPS, ai
sensi del combinato disposto degli artt. 1 comma 5 e 21 comma 2 L.
157/1992".
La prima sospensiva non
vietava quindi la caccia nelle ZPS, ma, assumendo che la Regione
Siciliana abbia violato l'art. 1 comma 5, prefigurava l'applicazione del
divieto di cui all'art. 21 comma 2, ovverosia il divieto di caccia nei
cinquecento metri dalla costa dell’isola lungo le rotte di migrazione
dell’avifauna.
La Regione Siciliana, ritenendo di avere ottemperato agli
obblighi di cui all’art. 1 comma 5 e tuttavia omettendo di impugnare
l’ordinanza, ha emesso un decreto (31/08/09) con cui ha puntualizzato
le zone di protezione istituite ai sensi dell’art. 1 comma 5.
La nuova
pronunzia del TAR è intervenuta (si badi bene) non
più sull'originario CV (rispetto al quale i Giudici si erano ormai
espressi) ma sul decreto di
modifica del 31/08/09; tuttavia, il
TAR ha illogicamente deciso di sospendere tale ultimo decreto nella
parte in cui non prevede il divieto nelle ZPS che ricadono sulle rotte
di migrazione, ovverosia praticamente su tutte le ZPS, compresi i
pantani e le isole minori (a Lampedusa e Linosa hanno pagato le
tasse ma non hanno ancora esercitato l’attività venatoria).
Sta di fatto
che la caccia nelle ZPS non è stata consentita dal decreto di modifica
(che anzi l'ha limitata) ma
dall'originario D.A. del 15/4, che, sul punto, è ancora valido ed efficace.
La
sospensione di un D.A. che non consente un’attività (già consentita
da un precedente D.A. non sospeso), non
può valere a vietare l’esercizio di tale attività!!
Il concetto è di un’evidenza addirittura imbarazzante e
suggerisce l’unica soluzione logico-giuridica possibile, ovverosia la revoca
del D.A. del 31/08/2009 ed il chiarimento della portata sospensiva
della prima pronunzia (il divieto nei cinquecento metri in
corrispondenza delle rotte).
D’altra parte, non esiste nell’ordinamento italiano e comunitario una norma che vieti
l’esercizio dell’attività venatoria nelle ZPS, quand’anche esse
insistano su rotte migratorie.
Lo stesso D.M. 17/10/2007 (criteri minimi uniformi) impone per le
ZPS ricadenti su isole o rotte migratorie l’apertura posticipata al
primo di ottobre e la limitazione a due giornate dell’attività
venatoria nel mese di gennaio.
V’è peraltro da evidenziare che gli
artt. da 1 a 7 del D.M. 17/10/2007 sono stati annullati dalla Corte
Costituzionale (sent.329/2008), su istanza delle Province autonome di
Trento e Bolzano, nella parte in cui impongono alle predette Province di
conformarsi ai criteri minimi uniformi colà stabiliti.
La Corte ha nell’occasione tra l’altro chiarito che la
designazione delle ZSC e delle ZPS, per le province autonome (ma così
è pure per le Regioni a statuto speciale) deve
avvenire d’intesa con lo Stato, ai sensi dell’art. 5 della L.
349/1986, integrato dall’art. 8 comma 3 della L. 394/1991 (Legge
quadro sulle aree protette), norme che costituiscono principi generali
dell’ordinamento.
La Regione Sicilia, oltretutto, ha potestà legislativa esclusiva
in materia di agricoltura e foreste, caccia e pesca e tutela del
paesaggio.
Occorrerebbe pertanto, al fine di scardinare questo assurdo
principio di “diritto non scritto” sancito dal TAR, che la Regione
Sicilia da un lato impugni l’ultima ordinanza di sospensione, e
dall’altro faccia valere l’illegittimità del D.M. 17/10/2007
dinanzi alla Corte Costituzione, per le medesime ragioni evidenziate
dalle Province di Trento e Bolzano, ottenendo così l’annullamento dei
criteri minimi anche nei propri riguardi.
Tali azioni presuppongono però una forte volontà politica e
l’orgoglio di difendere le prerogative dello Statuto siciliano.
Quanto alla
soluzione suggerita dal Prof. Mario Lo Valvo, che non conosciamo
nel dettaglio, si vocifera che essa preveda invece di chiudere la caccia
in alcune ZPS e, in altre, di posticiparla al 15 novembre.
Tale soluzione forse pone al riparo da ulteriori ricorsi, ma non
li garantisce, essendo altresì abbastanza benevola nei riguardi degli
ambientalisti, ma appare una concessione troppo forte, anche perché
avvalora un orientamento giurisprudenziale assurdo, che si è formato da
qualche anno presso il TAR palermitano e che non ha alcun riscontro
normativo.
Oltretutto la soluzione del Prof. Mario Lo Valvo prevede
l'apertura posticipata anche nei Pantani, e tale concessione si potrebbe
cristallizzare anche per gli anni a venire.
Nell’attesa di meglio chiarire nel corso del nostro incontro di
lunedì p.v., l’occasione mi è gradita per inviare deferenti saluti.
Il Presidente
dott.
Francesco Lo Cascio

MANTENIAMO
LA CALMA!!
Avendo letto l’odierno comunicato di Federazione Siciliana
della Caccia, abbiamo intuito che gli effetti del lungo periodo di
incertezza seguito all’aberrante ordinanza del TAR si traducono in
esternazioni personali di qualche cacciatore stanco di attendere, che
rischiano però di disunire le associazioni venatorie per dare forza a
chi ci vuole male.
Per quanto tali episodi di nervosismo possano risultare
comprensibili, condividiamo la preoccupazione del Presidente di
Federazione Siciliana della Caccia, Francesco Mistretta, e con il
medesimo senso di responsabilità teniamo a precisare che il contributo
fornito da ciascuna associazione venatoria alla soluzione di un problema
comune non deve e non può essere frainteso o strumentalizzato per
mettere l’uno contro l’altro gli alleati naturali.
Confermiamo tutto quanto il presidente di FSDC ha comunicato
riguardo all’incontro tenutosi giovedì 15 c.m..
In
quell’occasione si era raccomandato al Prof. Lo Valvo di tenere conto,
nello stilare la mappa delle ZPS ricadenti lungo le rotte di migrazione,
anche delle indicazioni normative della Legge Quadro sulla caccia,
lasciando quindi “libere” le isole minori (in alcune di esse
quest’anno non si è mai andati a caccia!!), e si era altresì
rappresentato che una pronunzia del TAR di Palermo ha sospeso la
perimetrazione della ZPS di Pachino, per la quale non si sarebbe dovuto
quindi prevedere alcuna limitazione.
Per quanto riguarda l’argomento Pantani, si era concordemente
caldeggiata una soluzione che conducesse alla riapertura delle zone
umide con un decreto motivato sulla scorta di un’adeguata istruttoria,
tale da superare le censure del TAR.
Successivamente, abbiamo appreso dagli stessi funzionari
dell’Assessorato che lo studio del Prof. Lo Valvo evidenziava che la
quasi totalità delle ZPS ricadeva lungo le rotte di migrazione, sicché
la rigorosa osservanza delle ultime indicazioni del TAR avrebbe potuto
condurre a soluzioni assai penalizzanti.
Abbiamo quindi immaginato ipotesi di lavoro alternative ed
integrative rispetto a quella esaminata in presenza del Prof. Lo Valvo,
compresa la revoca del decreto da ultimo sospeso dal TAR e l’emissione
di uno nuovo, che realmente ottemperasse scrupolosamente alla prima
ordinanza di sospensione (di gran lunga meno penalizzante), ed abbiamo
abbozzato anche una proposta di riapertura dei pantani, che abbiamo
ufficiosamente e bonariamente sottoposto ai Funzionari
dell’Assessorato con cui da sempre intercorrono rapporti di proficua
collaborazione.
Si trattava, come si tratta, di un’ipotesi di lavoro semplice,
lineare, per niente confusa; si trattava di togliere di mezzo un
provvedimento di cui tutte le associazioni venatorie (compresa
Federazione Siciliana della Caccia) avevano preventivamente
diagnosticato la fragilità, ripristinando il quadro normativo
dell’originario calendario venatorio, nei limiti della prima
sospensione.
Si tratta comunque solo di un’alternativa, proposta (e non
imposta) in termini assolutamente dubitativi come una delle possibili
soluzioni, sulla quale non si è fatto alcun mistero con nessuna delle
associazioni venatorie.
Siamo quindi sinceramente dispiaciuti della circostanza che
qualcuno (speriamo involontariamente) stia strumentalizzando tale azione
al fine di insinuare ragioni di contrasto che non hanno motivo di
esistere tra associazioni venatorie che, con orgoglio e dedizione,
contribuiscono ciascuna a suo modo alla risoluzione di un grave disagio.
Raccogliamo quindi di buon grado l’invito del Presidente di
Federazione Siciliana Caccia, Francesco Mistretta, a “coagularci”
intorno a soluzioni ragionevoli, che non penalizzino ulteriormente i
cacciatori.
In tal caso difenderemo con tutte le nostre risorse i
provvedimenti dell’Amministrazione, ma con la stessa fermezza ci
dichiariamo pronti a contrastare con qualsiasi mezzo tutte le soluzioni
che dovessero apparirci il frutto di un “compromesso animalista”.
Viva la caccia!
A.S.C.N.
COMUNICATO
STAMPA
Oggi, 15 ottobre, su iniziativa dell'Associazione Siciliana Caccia e
Natura, si è svolto un incontro, presso gli uffici dell'Assessorato
Agricoltura e Foreste, tra il dott. Camillo Albanese, la dott.ssa
Daniela Zora, il prof. Mario Lo Valvo e l’avv.
Nunziello Anastasi, rappresentante l'Associazione
Siciliana Caccia e Natura,
il Consiglio Siciliano C.P.A.C.S., l'Arcicaccia, la Federazione Italiana della
Caccia, l'A.N.U.U., l'Enalcaccia, l'A.N.C.A., l'Associazione Nazionale Libera
Caccia e il Caccia Pesca Ambiente Sports per affrontare le problematiche
nate dalla sospensiva del Tar relativa al Decreto del 7/07/2009 sui
Pantani di Pachino e al Decreto del 31/08/2009 sulle rotte di
migrazione.
A breve verrà pubblicato un Decreto che permetterà di risolvere la
questione.
Abbiamo ragione di credere che tale Decreto non sarà penalizzante per i
cacciatori siciliani.
Palermo,
lì 15/10/2009
A.S.C.N.
ACCOLTO
IL RICORSO DEGLI AMBIENTALISTI
CALENDARIO
VENATORIO: Parziale
modifica del Calendario Venatorio 2009/2010
IL
13 OTTOBRE L'UDIENZA PER IL RICORSO DEGLI AMBIENTALISTI
COMUNICATO
STAMPA
Amici Cacciatori,
a causa dell’eccessiva
superficialità dell’Amministrazione regionale, su ricorso per motivi
aggiunti proposto da Legambiente Sicilia, il Presidente del TAR di
Palermo, dott. Giorgio Giallombardo, con provvedimento inaudita altera parte (cioè senza avere ascoltato la difesa dei
cacciatori) ha sospeso l’efficacia del D.A. 31 agosto 2009, di
modifica ed integrazione al Calendario Venatorio 2009/2010.
Ricorderete che quel Decreto
era stato adottato (asseritamente) per ottemperare all’ordinanza di
sospensione parziale del Calendario Venatorio emanata dallo stesso TAR
il 14/7/2009.
Per effetto di tale nuova
pronunzia, il Calendario Venatorio rimane quello adottato col D.A.
15/4/2009, ma è sospeso nella parte in cui “non prevede il divieto di caccia lungo le rotte di migrazione
dell’avifauna, in buona parte corrispondenti a ZPS, ai sensi del
combinato disposto degli artt. 1, comma 5 e 21, comma 2, L. 157/1992”.
Al fine di evitare spiacevoli
equivoci con le Autorità di Vigilanza venatoria, riportiamo fedelmente,
a beneficio di tutti i cacciatori, le suddette norme – Art.
1, comma 5: “Le regioni e le province autonome in attuazione delle citate direttive, 85/411/CEE e 91/244/CEE, provvedono ad istituire lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, segnalate dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica di cui all'articolo 7, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, zone di protezione finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione, conforme alle esigenze ecologiche, degli habitat interni a tali zone e ad esse limitrofi, provvedono al ripristino dei biotopi distrutti e alla creazione dei biotopi. Tali attività concernono particolarmente e prioritariamente le specie di cui all'elenco allegato alla citata direttiva, come sostituito dalle citate direttive 85/411/CEE e 91/244/CEE. In caso di inerzia delle regioni e delle province autonome per un anno dopo la segnalazione da parte dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, provvedono con controllo sostitutivo, d'intesa, il Ministro dell'agricoltura e delle foreste e il Ministro dell'ambiente”; - art. 21, comma 2: “Se le regioni non provvedono entro il termine previsto dall'articolo 1, comma 5, ad istituire le zone di protezione lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, il Ministro dell'agricoltura e delle foreste assegna alle regioni stesse novanta giorni per provvedere. Decorso inutilmente tale termine è vietato cacciare lungo le suddette rotte a meno di cinquecento metri dalla costa marina del continente e delle due isole maggiori; le regioni provvedono a delimitare tali aree con apposite tabelle esenti da tasse”.
In buona sostanza, si può continuare ad andare a caccia: l’unico divieto previsto dalle norme citate dal TAR – in assenza di individuazione di zone di protezione lungo le rotte di migrazione da parte della Regione Sicilia – appare ipotizzabile limitatamente ai cinquecento metri dalla costa dell’isola maggiore lungo le principali rotte di migrazione.
Teniamo altresì a precisare che la Regione Sicilia ha individuato tre direttrici migratorie nel Piano Regionale Faunistico Venatorio:
1) Sicilia orientale – Direttrice sud-nord (da Isola delle Correnti a Messina)
- Fascia delimitata ad est dalla costa e ad ovest dalla linea ideale che passa dai seguenti punti: Marina di Ragusa, Modica, Chiaramonte Gulfi, Licodia
Eubea, Vizzini, Scordia, Paternò, Adrano, Bronte, Randazzo, Mazzarà S. Andrea, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Isole Eolie;
2) Sicilia sud occidentale – Direttrice sud-ovest nord-est (dalle Isole Pelagie a Termini Imerese)
- Fascia delimitata ad est dalla linea ideale che passa dai seguenti punti: Sciacca, Burgio, Prizzi, Roccapalumba, Cerda, Foce del fiume Imera; e ad ovest, dalla linea ideale che passa dai seguenti punti: Capo Feto, Santa Ninfa, Roccamena, Marineo, S. Nicola dell’Arena;
3) Sicilia settentrionale – Direttrice Ovest-nord-est (dalle Egadi a Buonfornello)
- Fascia delimitata a nord dalla costa, comprese le isole minori ed a sud dalla linea ideale che passa dai seguenti punti: isole Egadi, Torre Nubia, Paceco, Dattilo, Calatafimi, Camporeale, Marineo, Baucina, Cerda, Buonfornello.
In virtù del tenore letterale della norma, sembrerebbe pure che restino escluse dal divieto le isole minori, anche se interessate da rotte di migrazione.
Auspichiamo che l’Assessorato all’Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia voglia porre immediatamente fine ad equivoci e confusioni emanando immediatamente un Decreto che ottemperi davvero all’ordinanza del TAR palermitano, e preannunziamo, in difetto, azioni di risarcimento del danno nei riguardi dell’amministrazione regionale.
Ordinanza
di sospensione del Tar di Palermo

IL
QUARTO RICORSO DEGLI AMBIENTALISTI
Nello stesso momento che
più di 60 esperti provenienti da
oltre 20 paesi di tutto
il mondo si sono riuniti alla conferenza internazionale sui “Benefici
ecologici ed economici della caccia”
organizzata dal WFSA (World Forum of the Future of Sport Shooting
Activities), I nostri “cari” amici ambientalisti, non
contenti di aver battuto un record con i tre ricorsi presentati a giugno
contro il Calendario Venatorio, hanno voluto superare se stessi e
presentarne un quarto.
Non avendo nessuna possibilità di ottenere la sospensione della
caccia e ripetere la sceneggiata degli anni precedenti, si sono dovuti
limitare a chiedere al “solito”
Tar di Palermo la sospensione del Decreto Assessoriale riguardante
la riapertura dei pantani di Pachino e le rotte di migrazione nelle Zps,
ritenendo, evidentemente, non ancora sufficienti tutte le oasi, parchi,
riserve naturali ed aree protette esistenti in Sicilia, la cui gestione,
per il solo anno 2009, è costata alla Regione Siciliana la somma di
Euro 13.400.000,00.
L’ASCN, come sempre, ha già dato mandato al proprio legale,
Avv. Nunziello Anastasi, di opporsi con tutti i mezzi legali a nostra
disposizione a questo ennesimo tentativo di farsi pubblicità a spese
dei cacciatori.
Noi che siamo sempre fiduciosi, malgrado tutto, nella Giustizia,
ci auguriamo che il Tar ponga fine, una volta per tutte, a tutto questo.
Palermo,
lì 24/09/2009
A.S.C.N.

Incommensurabile
dolore per i giovani militari caduti a kabul
A
nome dell’intero Direttivo, i soci cacciatori dell’A.S.C.N. e mio
personale, desideriamo esprimere ai familiari delle giovani vittime di
Kabul tutto il nostro più profondo e afflitto cordoglio per la
smisurata tragedia che li ha colpiti negli affetti più cari.
Ai
comandanti, al reggimento di appartenenza, ai loro colleghi e a tutte le
forze armate italiane, così duramente provate, giungano i sentimenti
della nostra più sentita gratitudine per il sacrificio dei loro
commilitoni, nel tentativo di compiere una difficile opera di
pacificazione e ripristino dell'ordine in quel paese così tormentato e
infelice cui viene negato il bene primario: la sovranità democratica.
I
cacciatori italiani, che fondano la loro attività sul rispetto più
assoluto delle leggi e regole della convivenza civile, non possono che
chinarsi turbati di fronte a coloro che sono caduti per difendere i
valori della legalità, pace e democrazia.
IL
PRESIDENTE
dott. Francesco Lo CascioCALENDARIO
VENATORIO: Parziale
modifica del Calendario Venatorio 2009/2010 per adeguamento
sentenza Tar di Palermo
ESSERE
SOCI, QUALE ASSICURAZIONE MIGLIORE?
ATTENZIONE
La
Ripartizione Faunistico-Venatoria di Ragusa ha pubblicato un nuovo
elenco che sostituisce il precedente perchè, a loro dire, il primo era
errato
Nuovo
elenco cacciatori ammessi ATC RG 1
IL
"GIORNALE DI
SICILIA" A SEGUITO DELLA NOSTRA DIFFIDA PUBBLICA UN NUOVO ARTICOLO
DI RETTIFICA
LA
NOSTRA RISPOSTA ALL'ARTICOLO PUBBLICATO SU IL "GIORNALE DI
SICILIA" DEL 22 LUGLIO
CALENDARIO
VENATORIO: Modifica
Allegato "A" del Calendario Venatorio 2009/2010 Pantani
Sicilia Sud-Orientale
CALENDARIO
VENATORIO: Modifica
Allegato "A" del Calendario Venatorio 2009/2010 adeguamento
sentenza Tar del Lazio
A.S.C.N.
INFORMA: Amico
Cacciatore

IN SICILIA TRIONFA
LA GIUSTIZIA
Venerdì
17 luglio, il popolo dei cacciatori è stato trascinato ancora una volta
innanzi alla 1° sezione del T.A.R. di Palermo dai soliti
animal-ambientalisti chiedendo la sospensiva del calendario venatorio.
L'Associazione
Siciliana Caccia e Natura, costituitasi fin dal 13 luglio in difesa di
tutti i cacciatori siciliani, validamente rappresentata dall'Avvocato
Nunziello Anastasi del foro di Messina, con coscienza,
professionalità e la sete di giustizia che solamente un cacciatore può
sentire e rivendicare, ha demolito, a parer nostro, punto per punto
tutte le infondate contestazioni al calendario venatorio regionale.
La
tempestività del nostro intervento ad opponendum, l’appassionante
fase dibattimentale, magistralmente condotta dal nostro difensore, la
certezza delle nostre buone ragioni, hanno impedito la sospensiva
dell’apertura al 3 di settembre e la sbandierata illegittimità del
calendario venatorio. Vogliamo ringraziare l'organo giudicante che,
avendo valutato attentamente accusa e difesa, con provvedimento n°
20090029 – 20090030 - 20090031 ha emesso una serena sentenza.
A.S.C.N.
Palermo,
lì 20/07/2009

COMUNICATO
STAMPA
QUASI
DEL TUTTO RIGETTATI I RICORSI AMBIENTALISTI
LA
CACCIA SI APRE REGOLARMENTE IL 3 SETTEMBRE – DIVIETO DI CACCIA LUNGO
LE ROTTE MIGRATORIE, IN BUONA PARTE CORRISPONDENTI A ZPS.
Il TAR di Palermo, sez. I,
pronunziandosi in data 17/07/2009 sui ricorsi proposti dalle solite
associazioni ambientaliste, ha rigettato pressoché integralmente la
domanda cautelare, limitandosi a sospendere il Calendario Venatorio
nella parte in cui non prevede il divieto di caccia lungo
le principali rotte di migrazione dell’avifauna.
In buona sostanza, essendo
state accolte per la gran parte le osservazioni formulate dalla difesa
delle associazioni venatorie:
1)
si andrà a caccia sin dal giorno tre di settembre, come previsto dal CV;
2)
la beccaccia potrà essere cacciata sino al 14 gennaio, come previsto
dal CV;
3)
rimane invariata anche la caccia alla lepre ed alle altre specie.
Per effetto della pronunzia,
il neo-Assessore all’Agricoltura e Foreste, On.le Cimino, dovrà
mettersi da subito al lavoro per individuare le modalità di adeguamento
del calendario venatorio alle prescrizioni del TAR, inserendo
espressamente il divieto di caccia lungo le principali rotte migratorie
nei limiti previsti dalla L. 157/1992.
Le
associazioni Associazione
Siciliana Caccia e Natura,
Consiglio Siciliano C.P.A.C.S., Arcicaccia, Federazione Italiana della
Caccia, A.N.U.U., Enalcaccia, A.N.C.A., Associazione Nazionale Libera
Caccia, Caccia Pesca Ambiente Sports, riservandosi in ogni caso
l’adozione di ulteriori ed opportune iniziative (anche giudiziarie) a
migliore tutela del “diritto di caccia”, si complimentano con l’avv.
Nunziello Anastasi per il brillante risultato ottenuto in prima istanza
nella difesa degli interessi dei cacciatori, accogliendo quasi
totalmente la sua tesi difensiva.
Il Presidente
Dott. Francesco Lo Cascio
Ordinanza
del Tar di Palermo 1° Ricorso
Ordinanza
del Tar di Palermo 2° Ricorso
Ordinanza
del Tar di Palermo 3° Ricorso

A.S.C.N.
INFORMA: Alla
Lipu 60mila euro per dire che gli uccelli scelgono... i prati

COMUNICATO
STAMPA
FACCIAMO
CHIAREZZA

COMUNICATO
STAMPA
Oggi,
13 luglio 2009, le associazioni venatorie: Associazione Siciliana Caccia
e Natura, Consiglio Siciliano C.P.A.C.S., Arcicaccia, Federazione
Italiana della Caccia, A.N.U.U., Enalcaccia, A.N.C.A., Associazione
Nazionale Libera Caccia, Caccia Pesca Ambiente Sports, a ministero
dell’avv. Nunziello Anastasi del Foro di Messina, hanno notificato
atto di intervento “ad opponendum” nei riguardi dei tre
ricorsi proposti dalle associazioni ambientaliste contro il Calendario
Venatorio della Regione Sicilia.
I
relativi atti verranno depositati nella giornata di domani presso la
cancelleria del T.A.R. palermitano, in vista dell’udienza del 17 p.v.,
fissata per la discussione dell’istanza di sospensione.
Significhiamo
che la legittimazione a resistere alle pretestuose accuse degli
ambientalisti non è prerogativa di nessuno, ma appartiene a tutte le
associazioni venatorie e persino ai singoli cacciatori.
Abbiamo
ritenuto, per intuibili ragioni di semplificazione, di dovere fare
fronte unico nell’esclusivo interesse dei cacciatori, senza
rivendicare posizioni di privilegio o meriti particolari della singola
associazione, al solo scopo di superare indenni l’ennesima insidia
creata ad arte da chi non ci vuole bene e ci combatte ferocemente.
A.S.C.N.
A.S.C.N.
INFORMA: Il
Senatore Franco Orsi sulle audizioni nella XIII Commissione del Senato
COMUNICATO
STAMPA
RICORSO
AL CALENDARIO VENATORIO 2009/2010.
A
seguito la guerra psicologica e strumentale condotta dagli
animal-ambientalisti contro la caccia e i cacciatori, le lobby
animaliste hanno superato se stesse, presentando tre ricorsi avversi al
calendario venatorio 2009/2010. In
data 1° luglio 2009, col numero di ruolo 1214/09 e 2 luglio, col numero
di ruolo 1223/09 e 1225/09, sono stati depositati in Cancelleria da
parte degli animal-ambientalisti
i ricorsi riguardanti la censura al calendario venatorio
2009/2010.
Solamente
oggi, 6 luglio, alle ore 10,10, è stata fissata la discussione per
giorno 17 luglio 2009.
A
tal proposito, le Associazioni Venatorie che si costituiranno in difesa
del popolo dei cacciatori, dovranno essere attori e non semplici
comparse innanzi alla prima Sezione del T.A.R. di Palermo e, pur
trovandoci in periodo di tesseramento, non dovranno cedere alla
tentazione di giocare al primo della classe, anche se per qualcuno la
tentazione è già stata irresistibile, ma con spirito di collaborazione
ed umilmente agire nell’interesse
prioritario dei cacciatori.
Per
quanto ci riguarda, sempre pronti alla massima collaborazione e lealtà
verso le altre associazioni che hanno aderito, abbiamo già affidato il
delicato compito della difesa per sgretolare le fantasiose accuse
rappresentate da tutte le sigle animal-ambientaliste isolane,
all’Avvocato Nunziello Anastasi.
Sicuri
dei nostri sacrosanti diritti, certi di non avere contravvenuto a quanto
è stato disposto con leggi e decreti nazionali e regionali, fiduciosi
dell’imparzialità dell’organo giudicante, nella fase dibattimentale
presso la prima Sezione del T.A.R. di Palermo, sicuramente, prevarranno
le nostre buone ragioni.
A.S.C.N.
INFORMA: Il
Ministro Zaia e la legge 157
COMUNICATO
STAMPA
PANTANI
DI PACHINO
COSI’
COME PROMESSO A CATANIA DA UN INCONTRO AVUTO CON L’ONOREVOLE
PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA DOTT. RAFFAELE LOMBARDO, OGGI, 3
LUGLIO 2009, L’ASSESSORE AD INTERIM
ONOREVOLE MICHELE CIMINO, HA FIRMATO IL DECRETO CHE PREVEDE
L’APERTURA DELLA CACCIA NEI PANTANI DI PACHINO.
RINGRAZIAMO
SENTITAMENTE L’ONOREVOLE PRESIDENTE RAFFAELE LOMBARDO PER AVERE
ASCOLTATO LE GIUSTE MOTIVAZIONE DEL POPOLO DEI CACCIATORI, MANTENENDO
ALTRESI’ UN IMPEGNO ASSUSTO CON I PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI
VENATORIE GIORNO 5 APRILE.
A.S.C.N.

COMUNICATO
STAMPA
Facciamo
seguito ai tre ricorsi presentati al calendario venatorio 2009/2010 da
tutte le sigle animal-ambientaliste presenti in Sicilia, per informare
tutti i cacciatori e operatori del settore che, oggi stesso, abbiamo
dato mandato allo studio legale Avv. Nunziello Anastasi del foro di
Messina di cui apprezziamo la completa disponibilità a difenderci e
difendersi, per scardinare la sequela di accuse che annualmente muovono
sul calendario venatorio con l’inevitabile ricaduta sulla caccia,
specie cacciabili e apertura della caccia stessa.
Rimaniamo
sempre disponibili ad intraprendere altre iniziative legali unitamente
ad altre associazioni venatorie, finalizzate alla difesa del mondo
venatorio e commerciale.
A.S.C.N.
Palermo,
lì 25/06/2009

COMUNICATO
Ancora una volta, così come era logico aspettarsi, l’onesto cittadino
cacciatore, è stato costretto a subire le violenze morali, materiali e
psicologiche, da una sparuta minoranza che, qualificandosi difensori
dell’ambiente e della natura, esercitano il loro potere in una sorta
di “integralismo
ambientale”.
Al di là di viscerali misere rivalse, la pretestuosità
dell’aggressione dei cosiddetti “ambientalisti”
avverso il decreto emanato dall’Assessore, colpisce ancora una volta
la libertà e la dignità dei cacciatori siciliani ed il settore
commerciale, provocando altresì enormi danni anche di carattere
economico.
L’impugnativa dei ricorrenti, ancora una volta,
è stata presentata presso la 1° sezione del TAR di Palermo.
Il mondo venatorio è stanco di subire vili attacchi senza
fondamenta condotti sadicamente da omuncoli senza scrupoli, l'A.S.C.N.
si è da tempo attivata per ribattere colpo su colpo gli atteggiamenti e
comportamenti lesivi nei confronti dei
cacciatori dando mandato ai propri legali che nelle giuste sedi
difenderanno i nostri diritti.
Il Presidente
Dr.
Francesco Lo Cascio
Palermo,
lì 23/06/2009
A.S.C.N.
INFORMA: Il
Senatore Salvo Fleres ci informa sui lavori parlamentari
A.S.C.N.
INFORMA: Il
Tar sospende l'abbattimento dei cinghiali nel Parco delle Madonie
LEGGI
E DECRETI: Istruzioni
per il rilascio dei tesserini venatori da parte dei comuni
A.S.C.N.
INFORMA: Comunicato
Stampa sui risultati ottenuti nell'incontro con il Presidente On.
Raffaele Lombardo
A.S.C.N.
INFORMA: Richiesta
di modifica del Calendario Venatorio sui Pantani della Sicilia Orientale
NOTIZIE
UTILI: Elenco
cacciatori siciliani ammessi nei vari Ambiti Territoriali di Caccia per la stagione
venatoria 2009-2010
A.S.C.N.
INFORMA: Comunicato
stampa
A.S.C.N.
INFORMA: La
caccia in Sicilia su Sky
A.S.C.N.
INFORMA: Articolo
A.S.C.N. pubblicato sul "Quotidiano di Sicilia" del 16/05/2009
NOTIZIE
UTILI: Elenco
cacciatori fuori regione ammessi nei vari Ambiti Territoriali di Caccia per la stagione
venatoria 2009-2010
CALENDARIO
VENATORIO: Modifica
Allegato "A" del Calendario Venatorio
2009/2010
A.S.C.N.
INFORMA: Lettera
al "Riformista" su articolo di Maurizio Costanzo
CALENDARIO
VENATORIO: Il Calendario Venatorio
2009/2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.18 del 24/04/2009
NOTIZIE
UTILI: Numero massimo di cacciatori
ammissibili nei vari Ambiti Territoriali di Caccia per la stagione
venatoria 2009-2010
A.S.C.N.
INFORMA: I
cacciatori siciliani, cacciatori di serie B
A.S.C.N.
INFORMA: Da
parte del sig. Giovanni Mafodda: Orgoglio Cacciatore
A.S.C.N.
INFORMA: Articolo
A.S.C.N. pubblicato sul "Quotidiano di Sicilia" del 18/04/2009
A.S.C.N.
INFORMA: L'istituzione
dell'Oasi "Ponte Barca" è inutile e dannosa
A.S.C.N.
INFORMA: Audizione
in merito ad alcune problematiche inerenti l'attività venatoria in
Sicilia
A.S.C.N.
INFORMA: La
Commissione europea appoggia la caccia sostenibile e riconosce che la
caccia stagionale degli uccelli selvatici può avere effetti positivi
sulla tutela degli habitat
A.S.C.N.
INFORMA: Articolo
A.S.C.N. pubblicato sul "Quotidiano di Sicilia" del 11/04/2009
A.S.C.N.
INFORMA: Articolo
On. Caputo pubblicato sul "Quotidiano di Sicilia" del
11/04/2009